Il giudice: concussione senza interessi personali

Jul 7th, 2009 | By admin | Category: Rassegna Stampa

Depositate le motivazioni della sentenza sull’ex sindaco, condannato solo per due capi d’imputazione su 17
Sono cadute le altre accuse: Trabucchi in sostanza non impose a tutti i privati di cambiare il progettista

L’ex sindaco di Illasi, Giuseppe Trabucchi non ha mai agito per interessi personali ma ciò non esclude le sue responsabilità per il reato di concussione. Per ottenere la licenza edilizia, ha costretto due imprenditori a rivolgersi a professionisti di suo gradimento per progettare case nel comune di Illasi, estromettendo ingiustamente il geometra già incaricato. Da qui la condanna a due anni e due mesi di reclusione, pena indultata, con l’obbligo di risarcire due delle sette parti civili, costituitesi nel processo a suo carico.
La motivazione della sentenza contro Trabucchi, depositata ieri nella cancelleria del tribunale a tre mesi esatti dalla sua lettura, ripercorre le tappe dell’inchiesta iniziata dal maresciallo dei carabinieri Umberto De Luca l’8 novembre 2005 con una delega del pm. Un’indagine che è sfociata poi nel provvedimento del pm Carlo Villani con 17 accuse che vanno dalla tentata concussione alla concussione e all’abuso in atti d’ufficio. L’ex primo cittadino di Illasi è stato condannato solo per due capi d’imputazione mentre è stato assolto per gli altri quindici perchè il fatto non sussiste e, in un solo caso, per non aver commesso il fatto. L’inchiesta su fatti verificatisi tra il 2004 fino al settembre 2006, riguarda tutti progetti edilizi privati per i quali era necessaria l’autorizzazione del sindaco.
LA CONCUSSIONE. Buona parte delle 105 pagine della motivazione della sentenza ruotano attorno alle diverse accuse di concussione, formulate a carico di Trabucchi. Il tribunale, presieduto da Giuditta Silvestrini, giudici a latere Raffaele Ferraro e Luciano Gorra, dà atto a Trabucchi di non aver mai agito «per conseguire un vantaggio economico». Non avrebbe operato nemmeno «con l’intenzione di agevolare terzi o categorie di terzi come ad esempio gli architteti i cui nominativi egli ha più volte consigliato ai privati per risolvere determinati problemi progettuali». Le sue responsabilità, quindi, sono riconducibili al reato di concussione. Nei due casi per i quali è stato condannato, infatti, sono ravvisabili «oltre all’abuso e alla costrizione, indizione anche gli estremi della dazione o promessa indebita del vantaggio altrui». In pratica, a parere del tribunale, per integrare il reato di concussione è sufficiente un dolo generico ed «è evidente che il Trabucchi anche se questa non era la motivazione che lo ha spinto ad agire, non poteva non rappresentarsi che il terzo professionista da lui imposto avrebbe ricevuto un vantaggio economico». E l’incarico gli sarebbe arrivato grazie ad un intervento abusivo del sindaco.
LA CONDANNA. Trabucchi è stato condannato per tentata concussione e concussione a due anni e due mesi per due diversi episodi, avvenuti tra il gennaio e l’ottobre del 2005. Il primo si riferisce alla progettazione per la costruzione di una casa, elaborata dal geometra Antonio Mosconi, vittima degli strali di Trabucchi. Quel piano «è un volta stomaco…», aveva detto Trabucchi al privato che aveva portato il piano in Comune così come riportato nel capo d’imputazione. «Se vuoi ti rivolgi all’architetto Pigozzi con il quale io parlerò per mettere una buona parola, e chiuderò un occhio, un occhio lo chiudi tu e così potrai costruire la casa». Da qui l’accusa di tentata concussione perchè il privato non aderì alle richieste del Trabucchi e così il reato rimase in sospeso. L’altro capitolo per il quale è stato condannato riguarda, invece, la costruzione di tre villette. Anche in quel caso a farne le spese è stato il geometra Antonio Mosconi. Secondo il capo d’imputazione, l’ex sindaco costrinse il privato a rivolgersi ad un professionista di suo gradimento perchè «Mosconi non è capace di disegnare e non fa per i miei gusti», riporta il capo d’imputazione. Il privato così revocò l’incarico al geometra Mosconi e lo conferì all’architetto Zanchi per ottenere il «nullaosta» del sindaco.
LE ASSOLUZIONI. Sono ben quindici i capi d’imputazione per i quali Trabucchi è stato assolto. Leggendo la motivazione della sentenza, questi proscioglimenti si fondano essenzialmente sull’assenza di imposizioni del sindaco affinchè i privati cambiassero progettista. In questi casi, infatti, o il professionista non è mai stato «licenziato» o se è stato affidato un incarico ad un architetto diverso, è stato fatto per ragioni che non hanno nulla di penalmente rilevante.
Anche le accuse di abuso in atti d’ufficio a carico dell’ex sindaco di Illasi sono state ritenute prive di fondamento dal tribunale. A parere dell’accusa, l’imputato avrebbe partecipato illeggittimamente alla commissione edilizia del suo Comune. In realtà, a parere del tribunale, non ci sarebbe stato alcun illecito perchè ci sono norme regionali e il regolamento edilizio del Comune dell’est veronese che permettevano la sua presenza alle riunioni di quell’organismo comunale.

Fonte: L’Arena 07/07/2009

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