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	<title>Uniti Per Illasi</title>
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		<title>«Zero euro» da Venezia per le strade veronesi</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 17:16:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Unitiperillasi</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[2 Febbraio 2012 &#8211; L&#8217;Arena &#8211; Nelle casse della Regione non ci sono soldi per le nuove strade nel Veronese. È l´amara conclusione a cui è giunto il vicepresidente del consiglio regionale Franco Bonfante, del Partito democratico, al termine della riunione della Seconda commissione Infrastrutture e trasporti, che si è tenuta ieri a Venezia. Una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>2 Febbraio 2012 &#8211; L&#8217;Arena &#8211; Nelle casse della Regione non ci sono soldi per le nuove strade nel<br />
Veronese. È l´amara conclusione a cui è giunto il vicepresidente del<br />
consiglio regionale Franco Bonfante, del Partito democratico, al termine<br />
della riunione della Seconda commissione Infrastrutture e trasporti, che<br />
si è tenuta ieri a Venezia.<br />
Una decina di giorni fa, l´esponente di minoranza aveva denunciato la<br />
revisione del piano triennale della viabilità, che dovrà essere approvato<br />
dal Consiglio regionale nelle prossime settimane. Bonfante aveva<br />
sollevato dubbi sull´inserimento di nuovi progetto da parte dell´assessore<br />
alla Mobilità Renato Chisso. Le arterie aggiunte alla lista, cioè la variante<br />
alla provinciale 6 «dei Lessini» (18 milioni di euro), i nuovi accessi alla<br />
regionale 11 nell´Est veronese (9 milioni) e il completamento della<br />
provinciale 10 in Val d´Illasi (12 milioni), correvano il rischio di<br />
prosciugare i 14,5 milioni di euro messi a disposizione da Venezia per la<br />
provincia veronese. Il tutto a discapito degli interventi che da anni sono nella lista delle priorità, cioè il secondo<br />
tratto della Grezzanella tra Povegliano e Villafranca (14 milioni) e la variante alla regionale 10 di Cerea e<br />
Sanguinetto (27,4 milioni).<br />
Ieri, dopo giorni di polemiche, condite da risposte rassicuranti da parte di Chisso e altri esponenti del<br />
centrodestra, è arrivata la doccia fredda. «In commissione», spiega Bonfante, «ad una mia esplicita domanda,<br />
l´assessore Chisso ha ammesso che nella proposta di bilancio del 2012, che dovrà essere votata dal Consiglio, non<br />
c´è il becco di un quattrino per nessuna delle opere di cui abbiamo discusso in queste settimane». Poi aggiunge:<br />
«Anche il funzionario responsabile della direzione Infrastrutture regionale ha confermato che, per quest´anno,<br />
l´importo per le nuove arterie è pari a zero, ricordando che, negli anni precedenti, c´erano di solito 100‐120<br />
milioni per tutte le opere. Qualcosa era stato stanziato nel 2011, ma nel 2012 non ci sarà nulla».<br />
Quindi il consigliere veronese ha rimarcato: «Non ci sono i soldi sufficienti né per il secondo stralcio della<br />
Grezzanella, che interessa il Villafranchese, né per la variante alla regionale 10, prevista nella Bassa, così come la<br />
provinciale 6 che è attesa nella zona di Quinto. Anche la strada della Val d´Illasi, in località Quattro strade, rimarrà<br />
sulla carta, oltre agli interventi dell´Est veronese. Eppure erano tutti progetti considerati come prioritari nel<br />
triennale».<br />
Bonfante osserva: «Avevamo denunciato questo bluff ma non lo immaginavamo di queste proporzioni: le<br />
rassicurazioni sulle opere di viabilità fornite dai vari esponenti di Lega e Pdl, si sono dimostrate del tutto<br />
infondate. Non c´è un euro per queste opere e nessuna di esse partirà nel 2012».<br />
Quindi Bonfante conclude: «Il Pd farà di tutto per modificare il bilancio regionale 2012. Chiederemo che vengano<br />
inserite le strade prioritarie con l´integrazione dei finanziamento insufficiente. In particolare domanderemo alla<br />
Giunta regionale che venga prestata attenzione alle circonvallazioni dei paesi».</p>
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		<title>Manifesto elettorale</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 17:17:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Unitiperillasi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elezioni Amministrative 2012]]></category>

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		<description><![CDATA[Il movimento politico Uniti per Illasi, in momento così difficile per il Nostro Comune, ritiene di intervenire con un proprio manifesto politico, aperto a tutti coloro che abbiano a cuore il Nostro Paese. Purtroppo da più anni, stiamo vivendo una situazione di profonda divisione, di diffidenza tra le persone, tra le associazioni e di disaffezione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il movimento politico Uniti per Illasi, in momento così difficile per il Nostro Comune, ritiene di intervenire con un proprio manifesto politico, aperto a tutti coloro che abbiano a cuore il Nostro Paese. Purtroppo da più anni, stiamo vivendo una situazione di profonda divisione, di diffidenza tra le persone, tra le associazioni e di disaffezione nei confronti della politica. Qualsiasi iniziativa si intraprenda è, nella migliore delle ipotesi, vista come volontà di appagamento personale del suo promotore.  E’ mai possibile che non si voglia dar seguito a un nuovo modo di amministrare, nuovo in tutto, di facce, di mentalità e di atteggiamento nei confronti delle persone, di visione della politica e del potere come servizio? E’ tempo di finirla con la politica programmata sul tavolo e gestita di nascosto, sotto il tavolo. Sembra strano o forse utopistico pensare che la politica come servizio è la piena consapevolezza della propria forza e della propria esperienza che deve trasformarsi in impegno nei confronti del prossimo, di trasparenza, di schiettezza, di verità: non c’è bisogno di fare delle promesse che si rivelerebbero forse irraggiungibili. I campanilismi sorti nel tempo vanno superati e devono essere superati, soprattutto in un momento storico dove solo lavorando per progetti comuni si riesce ad ottenere risultati che, molte volte, vanno oltre alla più rosee previsioni. Bisogna fare gruppo, fare squadra, essere uniti, Uniti per Illasi. Bisogna motivare quanti, nel volontariato, suppliscono a manchevolezze dell’amministrazione. Se leggete il libro di Giulio Tremonti – La Paura e la Speranza – a pagina 95 sta scritto “per una società che in futuro sarà relativamente sempre più vecchia e sempre meno ricca, il volontariato è l’unica speranza per produrre, con costi limitati ma con effetti di ritorno invece quasi illimitati, la massa crescente di servizi sociali di cui abbiamo (e avremo) sempre più bisogno, per quantità e per qualità. Servizi che lo Stato burocratico da solo non sarebbe capace di produrre o, comunque, di pagare, perché la macchina politica è già ora fin troppo grande e fin troppo costosa”.<br />
I prossimi amministratori devono adoperarsi per una maggiore partecipazione della popolazione alla consapevolezza delle scelte che, per i più svariati motivi, devono essere effettuate: il politico, l’amministratore, mediante il voto ha ottenuto la delega ad amministrare, ma questa non deve trasformarsi in certezza che qualsiasi cosa egli faccia sia quella giusta. Confronto con le persone, con le altre amministrazioni,  la discussione – nel reciproco rispetto dei ruoli -  sono prerogative che ritengo siano fondanti per ognuno che partecipi all’amministrazione del Comune, come in ogni associazione o ente. Discussione, confronto e capacità di sintetizzare e trasformare le istanze in scelte che siano utili a tutta la comunità.<br />
Un aneddoto: un tempo, sui filobus, c’era un cartello che invitava i passeggeri a “non parlare al conducente”. Ora, è come se quel cartello non esistesse più. Il filobus si è fermato, i passeggeri litigano fra loro e, per parte sua, il conducente discute con i passeggeri. NON C’E’ PROGETTO COMUNE SE NON C’E’ RISPETTO COMUNE, se non c’è unità d’intenti, se non c’è la perseveranza nel perseguirli, se non c’è autorevolezza in chi li propone. Da questo spunto ribadisco che per Illasi ci vuole una squadra unita, una squadra che lasci da parte i propri personalismi e protagonismi, una squadra che dovrà far digerire e far capire i sacrifici che si dovranno fare e infondere in loro l’orgoglio di far parte di una comunità viva e partecipe. Una comunità che non aiuta i propri figli è una comunità che non crede al proprio futuro e pertanto destinata a morire. Una Comunità che non aiuta i propri anziani è una comunità che rifiuta il proprio passato, che non vuole coltivare le proprie origini e con esse, il proprio territorio. Noi siamo qui, presenti e partecipi, aperti a coloro che credono in una nuova proposta politica, sempre insieme, uniti, Uniti per Illasi.</p>
<p>Il Presidente</p>
<p>Dott. Marco Viviani</p>
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		<title>Risposta all&#8217;articolo del Dicembre 2011 pubblicato sul giornale &#8220;Illasi allo Specchio&#8221; avente come titolo &#8220;Nidi Integrati cosa sta succedendo a Illasi e Cellore&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 17:04:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Unitiperillasi</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho letto con attenzione l’articolo pubblicato sul numero di Dicembre 2011, pagina 3, avente come titolo “Nidi Integrati cosa sta succedendo a Illasi e Cellore”, a firma della signora Adriana Piccoli. Dopo tale lettura, ritengo doveroso da parte Vostra dare la possibilità al sottoscritto di avvalersi del diritto di replica, visto che sono citato direttamente, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto con attenzione l’articolo pubblicato sul numero di Dicembre 2011, pagina 3, avente come titolo “Nidi Integrati cosa sta succedendo a Illasi e Cellore”, a firma della signora Adriana Piccoli. Dopo tale lettura, ritengo doveroso da parte Vostra dare la possibilità al sottoscritto di avvalersi del diritto di replica, visto che sono citato direttamente, se non altro per fare chiarezza, qualora ce ne fosse ancora bisogno. Faccio memoria del fatto che sono stato, durante il mio mandato di Presidente della Casa dell’Accoglienza Baldo Sprea, direttamente coinvolto e promotore dell’iniziativa, su mandato dellan totalità dei membri del Consiglio di Amministrazione. Nel prosieguo, farò riferimento a Illasi, come unione di capoluogo e frazione. Ultima precisazione, la definizione di nido aziendale non è più prevista dalla Regione Veneto, oramai da più di due anni.<br />
Il primo punto da chiarire è che il sottoscritto è stato eletto quale membro del Consiglio di Amministrazione della Casa dell’Accoglienza Baldo Sprea, dall’assemblea dei genitori dell’asilo di Illasi. Dopodiché sono stato nominato Presidente; dei cinque membri elettori, facenti parte del Consiglio di Amministrazione, solo uno era stato nominato dal gruppo Incontro e quello non era il sottoscritto. La mia nomina si è svolta a maggioranza del Consiglio di Amministrazione.<br />
Secondo punto. Il progetto del nido a Illasi, portato avanti dal sottoscritto fino alla vigilia delle elezioni ultime amministrative del 2009, faceva parte di un più ampio progetto di riorganizzazione dei servizi sociali alle famiglie, in prospettiva di un aumento della popolazione. Infatti, a Cellore è prevista una lottizzazione che accoglierà più un centinaio di  famiglie (nell’ultima versione della Giunta Trabucchi) e a Tregnago, con la riconversione dell’area ex-Italcementi, è prevista la costruzione di altri appartamenti. Senza contare che sul P.A.T. di Illasi, redatto su indicazioni sempre della Giunta Trabucchi, la popolazione prevista è in aumento. Sulla base di queste considerazioni, fondate su elementi oggettivi, all’interno del C.D.A. della Casa dell’Accoglienza Baldo Sprea è nata l’idea di una collaborazione con la scuola materna e nido di Cellore, tale da prevedere un “polo nido” a Cellore (o Illasi) e un “polo scuola materna” a Illasi (o Cellore), indifferente l’uno o l’altro luogo. Da parte mia, l’idea era quella di “scorporare” l’attività della scuola materna di Illasi, integrata all’interno della Casa dell’Accoglienza Baldo Sprea, creando una entità indipendente e fondendola con quella della scuola materna e Nido di Cellore. Avremmo avuto così due Enti, l’uno rivolto agli anziani (e magari ai primi servizi alla popolazione, come laboratorio di analisi, assistenza domiciliare o altro ancora) e un altro Ente che avrebbe gestito, con conseguenti vantaggi per le giovani famiglie (se non altro per la riduzione del costo del servizio per il realizzo di economie di scala), un unico polo scuola materna e nido, con l’accoglienza dei bambini di età compresa dai tre mesi ai cinque anni. Da tenere presente che nelle mie intenzioni, ribadite più volte anche in pubbliche assemblee, qualora fosse stato incamerato il contributo da parte della Regione Veneto e dell’Amministrazione Statale (grazie all’interessamento della Sen. Cinzia Bonfrisco), per l’Ente così nato dalla fusione – essendo unico – sarebbe stato indifferente convogliare tali contributi all’una o all’altra struttura. Tralascio tutte le trattative portate avanti personalmente su mandato di tutto il Consiglio di Amministrazione dell’Ente Baldo Sprea, con la Parrocchia di Cellore e con la Giunta Trabucchi, miseramente naufragate.<br />
Terzo e ultimo punto. Come ebbi già ad esprimere sul giornale La Piazza del Marzo 2009, (a cui si rimanda integralmente) causa miopia politica degli allora amministratori uscenti della Casa Accoglienza Baldo Sprea (voto contrario di quattro su cinque membri – i contrari sono stati quelli nominati dal Gruppo Incontro, Giunta Trabucchi, Consiglio Pastorale di Cellore e Consiglio Pastorale di Illasi – e solo il mio a favore), tale mio progetto è naufragato nel suo complesso. Quello attuale, non ha nessun rapporto con la mia visione di insieme del servizio scuola materna e nido a Illasi.<br />
Mi chiedo come si possa dire che tale mia iniziativa implicasse uno sperpero di denaro pubblico. Tutti i progetti portati avanti dal sottoscritto, poiché credibili, sono stati finanziati: la sistemazione della scuola Materna di Illasi, i nuovi letti anti-decubito della Casa di Riposo, la sistemazione del giardino della Casa di Riposo. Altri progetti, concepiti e con pratiche di finanziamento inoltrate &#8211; vedasi il Restorative Garden (il giardino per i malati di Alzheimer, unico in Europa) – non hanno avuto l’esito sperato, causa la decadenza del Consiglio di Amministrazione e suo integrale cambiamento, avvenuto nell’Aprile del 2009.</p>
<p>Dott. Marco Viviani</p>
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		<title>Castagna e Taioli: la lista di «Uniti» non esiste più</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 21:06:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[31 Dicembre 2011: «Uniti per Illasi» non esiste più, o meglio non rappresenta più quello che è stato, cioè una lista elettorale che ha espresso nel 2009 la candidatura a sindaco di Renzo castagna e che ha portato a sedere sui banchi di minoranza lo stesso castagna e il consigliere Michele Taioli, dopo la vittoria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>31 Dicembre 2011: «Uniti per Illasi» non esiste più, o meglio non rappresenta più quello che è stato, cioè una lista elettorale che ha espresso nel 2009 la candidatura a sindaco di Renzo castagna e che ha portato a sedere sui banchi di minoranza lo stesso castagna e il consigliere Michele Taioli, dopo la vittoria elettorale del sindaco Giuseppe Vezzari. «Con la sfiducia a Vezzari, sono decaduti sindaco, giunta e Consiglio», precisano castagna e Taioli, «e dunque anche i gruppi consiliari che si erano formati per quella tornata elettorale e amministrativa».<br />
La precisazione è richiesta dopo l´uscita su L´Arena di un intervento di Marco Viviani come presidente del movimento «Uniti per Illasi» e di alcuni manifesti, sempre con il logo del movimento, dove veniva contestato l´operato del commissario Arnaldo Anselmi.<br />
«La gente ci identifica ancora con questo simbolo e vogliamo chiarire la nostra posizione», dicono castagna e Taioli, «perché in realtà la lista di allora non esiste più. Se continuerà ad esserci sarà qualcosa di diverso ma non rappresenta noi due ex consiglieri, ma solo Marco Viviani che parla a nome proprio e per il poco di gruppo che è rimasto con lui», concludono castagna e Taioli, che invitano a «unità, serenità e serietà nelle cose che si dicono e si fanno».</p>
<p><em>Fonte L&#8217;Arena 31 dicembre 2011</em></p>
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		<title>Il nuovo centro commerciale è “atto dovuto” o atto voluto?</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 06:21:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Su L’Arena del 10 dicembre il commissario Anselmi ha risposto alla lettera di Marco Viviani con poche parole, ma riteniamo con molte contraddizioni. Pensiamo sia opportuno che la nuova futura amministrazione si occupi di un tema così delicato per la comunità, dopo aver consultato gli artigiani e i commercianti e dopo aver sistemato la questione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su L’Arena del 10 dicembre il commissario Anselmi ha risposto alla lettera di Marco Viviani con poche parole, ma riteniamo con molte contraddizioni. Pensiamo sia opportuno che la nuova futura amministrazione si occupi di un tema così delicato per la comunità, dopo aver consultato gli artigiani e i commercianti e dopo aver sistemato la questione della viabilità. Si tratta in fondo di aspettare ancora qualche mese;<br />
<strong> perché tanta fretta?</strong></p>
<p>L’area in questione è posizionata all’inizio del paese e centralissima allo stesso, pertanto, considerato che sul Prg è classificata come zona industriale artigianale di completamento,<br />
<strong> perché viene dichiarata di degrado?</strong></p>
<p>Anselmi dichiara che “la ditta titolare della richiesta aveva già il permesso di costruire approvato”. Allora<br />
<strong> perché la stessa ditta non costruisce?</strong></p>
<p>Dice ancora Anselmi “che la definizione di area di degrado è occasione per il Comune per ridiscutere il progetto”. Ricordiamo al commissario che il ‘Comune’ inteso come amministrazione comunale non c’è più e che il consiglio comunale è stato sciolto per disposizione prefettizia. E quindi<br />
<strong> in quale luogo si dovrebbe tenere la ridiscussione?</strong></p>
<p>Anche se la legge lo consente, l’incaricato dal Prefetto dovrebbe solamente gestire gli affari correnti, non ridisegnare un Piano Regolatore.<br />
Infine, si afferma che al progetto si può “apportarvi le modifiche opportune”. Non si spiega però l’azione del commissario:<br />
<strong> se si tratta di un atto dovuto, perché lo si può ridiscutere e modificare?</strong><br />
<strong> E perché non cancellare, eliminare?</strong></p>
<p>Non sottovalutiamo, nell’interesse soprattutto della ditta costruttrice, che una sentenza del TAR della Campania del 2004 afferma che “il Piano adottato dal Commissario, è comunque suscettibile di revisione da parte del Consiglio Comunale, una volta ricostituito, e che quest’ultimo organo, istituzionalmente titolare della potestà urbanistica, ne riacquista anche l’esercizio effettivo, con possibilità al limite, di ‘abrogare’ il Piano precedentemente adottato dal Commissario”:<br />
<strong> e se per davvero venisse abrogato dal prossimo Consiglio Comunale?</strong></p>
<p><strong>‘Uniti per Illasi’ invita il dott. Anselmi a recedere dalla suddetta deliberazione, lasciando il destino urbanistico, territoriale e ambientale nelle mani dei cittadini illasiani.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il commissario Anselmi alle prese col bilancio</title>
		<link>http://www.unitiperillasi.com/rassegna-stampa/il-commissario-anselmi-alle-prese-col-bilancio/</link>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 13:59:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[11 Dicembre 2011: ILLASI. Il mandato si concluderà con le elezioni della prossima primavera: intanto si fa il punto sulla situazione ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tempo di bilanci, non solo economico-finanziari ma anche amministrativi, per il commissario prefettizio Arnaldo Anselmi, arrivato a metà del suo mandato, che si concluderà con le elezioni per la carica di sindaco e consiglieri comunali della prossima primavera. È sulla scomoda sedia di primo cittadino di Illasi da inizio luglio, dopo la disgregazione dell´ex maggioranza che aveva portato all´elezione a sindaco nel 2009 di Giuseppe Vezzari, rimasto senza i numeri in Consiglio comunale per continuare nell´impresa.</p>
<p>Liberato da questioni di tipo politico e di programmazione per l´assetto del territorio, il commissario Anselmi si è concentrato sul bilancio «e di questi tempi non è impresa da poco», commenta, «perché mi sono impegnato a restituire alla prossima amministrazione che uscirà vincitrice dalle elezioni di primavera un bilancio che permetta di operare. Ora siamo sul filo del rasoio per il rispetto del patto di stabilità e si vedrà a fine anno se siamo riusciti a contenere le spese per non sforarlo. L´impegno va in questa direzione», aggiunge Anselmi, «perché il rispetto del patto non porterà sanzioni e ulteriori tagli, oltre a quelli già previsti per gli enti locali: il margine per assunzioni di nuovi mutui è già molto ristretto.</p>
<p>La passata amministrazione ha dovuto impegnarsi in opere pubbliche e si era già esposta. Di altre opere ho approvato il progetto esecutivo e quindi ci saranno altre esposizioni, per questo parlo di bilancio sul filo del rasoio».</p>
<p>Si è concluso il primo stralcio di lavori per i serramenti esterni del municipio ed è stato dato incarico per il progetto esecutivo del secondo stralcio da mandare in Regione per ottenere il contributo. Riguarda gli intonaci esterni, il tetto e gli infissi interni. Un altro progetto esecutivo per contributi da chiedere in Regione riguarda la sistemazione dei parchi gioco e su questi ambiti gli uffici stanno lavorando.</p>
<p>Quanto ai contatti con la popolazione, il commissario conferma che sono costanti: «C´è una discreta affluenza di persone, tutte le settimane. Vengono in particolare per far conoscere la situazione di certe strade e ottenere interventi. I più gettonati, come si sa, sono i guadi, più volte interrotti dal corso del torrente Progno. Cerco di dare risposte concrete a tutti», dichiara il commissario Anselmi.</p>
<p>Nei limiti di bilancio imposti sono state mantenute le manifestazioni che erano in programma, «ma è chiaro che con le difficoltà di far quadrare i conti non è stato possibile essere prodighi di aiuti, anche in previsione dei grossi tagli che ci saranno sui trasferimenti dallo Stato e nella volontà di confermare un margine sufficiente alla nuova amministrazione per poter avviarsi con un po´ di tranquillità», conclude Anselmi.</p>
<p>Fonte: L’Arena 11/12/2011</p>
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		<item>
		<title>Il centro commerciale si farà: C&#8217;è il permesso di costruire</title>
		<link>http://www.unitiperillasi.com/rassegna-stampa/il-centro-commerciale-si-fara/</link>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 13:54:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[10 Dicembre 2011: ILLASI. Sì al complesso direzionale e residenziale all'ingresso del paese: «Atto dovuto, il Comune si doveva adeguare» Viviani attacca: «Una decisione inopportuna, non è stata adottata dal Consiglio e anche le categorie non sono state consultate.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Torna di attualità la questione che aveva avviato fatto cadere l´amministrazione illasiano del sindaco Giuseppe Vezzari per l´adozione, da parte del commissario prefettizio Arnaldo Anselmi, di una variante parziale al Piano regolatore generale nell´individuazione di un´area di degrado a inizio paese, sulla quale si erano indirizzati gli interessi di un imprenditore interessato a realizzare una struttura commerciale.</p>
<p>Nella commissione edilizia che discuteva il progetto era entrato, non invitato, l´allora assessore Paolo Fasoli, per illustrare, a suo dire, il piano viabilistico che la Provincia, di cui è consigliere, intendeva realizzare su parte dell´area e sollecitando i commissari ad approvare l´intervento perché il privato sull´argomento si era già esposto con un istituto di credito che attendeva l´approvazione del progetto prima di erogare il mutuo.</p>
<p>L´intervento di Fasoli, percepito come intrusione indebita, era stato censurato dal presidente della commissione edilizia e in Consiglio comunale era stato chiesto dalle minoranze al sindaco il ritiro delle deleghe all´edilizia privata a Fasoli. Sulla mozione alcuni consiglieri di maggioranza si astennero e fu l´inizio della fine dell´esperienza amministrativa del sindaco Vezzari.</p>
<p>Tema delicato quindi, su cui l´adozione proposta dal commissario Anselmi ha creato non poco imbarazzo, e Marco Viviani, presidente del movimento «Uniti per Illasi», ha preso carta e penna per le proprie osservazioni perché due aree classificate dal Prg in area D1  industriale artigianale di completamento e B2  completamento edilizio, vengono dichiarate di degrado.</p>
<p>«Come fa intendere la relazione allegata alla richiesta», scrive Viviani, «dopo tale dichiarazione di degrado dell´area, verrà costruito un compendio immobiliare con funzione commerciale, residenziale e direzionale, su due piani fuori terra e occuperà poco meno di tremila metri quadrati per un volume complessivo di oltre novemila metri cubi. Rilevo inopportuna tale decisioni per tre ragioni», aggiunge Viviani, «perché la delibera va ad incidere profondamente sul piano commerciale del Comune di Illasi e pur avendo una notevole rilevanza in fatto di sviluppo futuro del Comune, non è stata presa con la preventiva consultazione delle categorie di commercianti e artigiani; la decisione incide profondamente sul compendio architettonico dell´area, poiché sorgerà all´inizio del paese, di fronte al brolo su cui insiste il fabbricato storico di Villa Pasqua; infine la delibera non è stata adottata nei modi previsti dal Testo unico degli enti locali, in quanto solo il Consiglio Comunale è l´organo delegato ad adottare tali tipi di interventi».</p>
<p>Viviani riconosce che il commissario sostituisce sindaco, giunta e Consiglio comunale, nelle loro funzioni, «ma è anche vero che interventi che vanno a modificare lo sviluppo economico-sociale del paese devono essere rimessi, se non altro per opportunità, all´organo eletto democraticamente», conclude, ricordando che proprio sul tema ci sono stati scontri in commissione edilizia e in giunta e chiede pertanto la sospensione della delibera perché sia la prossima amministrazione eletta dagli illasiani a pronunciarsi.</p>
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<p>«In realtà l´adozione della variante è un atto dovuto», spiega il commissario Anselmi, «perché la ditta titolare della richiesta aveva già il permesso di costruire approvato. Ci sono dei termini di legge da rispettare e il Comune si doveva adeguare, pena un ricorso giudiziario contro il quale avrebbe dovuto resistere con poche possibilità di successo. Resta comunque il fatto», conclude il commissario, «che la definizione di area di degrado è occasione per il Comune per ridiscutere con il proponente il progetto e apportarvi le modifiche ritenute opportune».</p>
<p>Fonte: L’Arena 10/12/2011</p>
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		<title>Anselmi pronto ad affrontare il nodo del Pat</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jul 2011 12:13:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[08 Luglio 2011 - ILLASI. Il commissario prefettizio in municipio: ottimista sul bilancio, non dimentica la «grana» del Piano del territorio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>«A settembre potrebbe essere più delineata la situazione e si potranno prendere delle decisioni»</em></p>
<p>Arnaldo Anselmi, 54 anni, funzionario economico finanziario della Prefettura è i commissario per la gestione provvisoria del Comune di Illasi, nominato dal prefetto Perla Stancari dopo la sospensione del Consiglio comunale e l&#8217;avvio della procedura per lo scioglimento che spetta al presidente della Repubblica. Già martedì scorso, di primo mattino, il commissario Anselmi era nello studio riservato al sindaco e ha passato la mattinata a colloquio con il segretario Vincenzo Aramini e incontrando i responsabili d&#8217;area del Comune.<br />
Nato a di Isola della Scala, laureato in Economia e commercio, entrato in Prefettura per concorso nel 1986, Anselmi non è nuovo a incarichi di commissario anche per lunghi periodi: è già stato in passato a reggere le amministrazioni di Albaredo, Bovolone, Lavagno, Oppeano e Vigasio, mentre a Nogara ha avuto l&#8217;incarico di subcomcommissario. Dunque la realtà più modesta di Illasi non lo spaventa? «Mi pare non ci siano grossi problemi di bilancio e la gestione dovrebbe essere abbastanza tranquilla» esordisce.<br />
Assume su di sé le competenze e l&#8217;autorità di sindaco, giunta e Consiglio comunale e quindi nessuna decisione amministrativa gli è preclusa per i prossimi 9-10 mesi che passerà ad Illasi. «È scaduto l&#8217;incarico di revisore dei conti e sarà da nominare subito. Per il bilancio il rispetto del patto di stabilità vincola molte iniziative ma è possibile avviare dei lavori pubblici che non incidano sul patto. A settembre potrebbe essere più delineata la situazione dei conti e si potrà prendere con più serenità qualche decisione».<br />
Teoricamente anche l&#8217;adozione del Piano di assetto del territorio (Pat), che la giunta Vezzari, come ultimo atto ha assunto per condivisione, potrebbe essere argomento della sua azione durante il periodo di commissariamento: «So che su questo è nata e scoppiata la crisi, ma avrò tempo per approfondire e capire meglio perché quello che so ora è solo quanto ho letto sui giornali», dice, annunciando prossimi incontri con i capigruppo consiliari. Sarà nell&#8217;ufficio di Illasi il martedì e il venerdì dalle 9 alle 12.30, giorno nel quale è possibile anche per i cittadini incontrarlo.<br />
È da registrare intanto anche una dichiarazione politica del segretario provinciale del Pd, Vincenzo D&#8217;Arienzo, a proposito della crisi illasiana; «Dopo Nogara, Bovolone e Castagnaro, un&#8217;altra giunta di centrodestra è commissariata. A Illasi il Pd ha mantenuto un ruolo e un atteggiamento di assoluto rispetto verso le istituzioni e i residenti. D&#8217;altronde, non era più possibile proseguire l&#8217;attività amministrativa a causa di divisioni insanabili e incapacità progettuali di chi governava il paese. Altre amministrazioni sono nelle medesime condizioni: Sommacampagna, Legnago, Pescantina e San Bonifacio, ma per evitare di dividersi sul voto, non vengono convocati i Consigli comunali, a danno dei cittadini e della democrazia. È un furto di democrazia e piuttosto di questa agonia, meglio il voto, proprio come a Illasi, dove il Pd inizierà un percorso di partecipazione al dialogo con tutti coloro che vorranno costruire un progetto per il paese, aperto ai contributi di tutti, per una politica più trasparente e democratica», conclude D&#8217;Arienzo.</p>
<p>Fonte: L’Arena 08/07/2011</p>
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		<title>Sfiduciato Vezzari, si torna a votare</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jul 2011 12:07:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[03 Giugno 2011 - ILLASI. L'amministrazione arriva al capolinea dopo poco più di due anni: il commissario prefettizio gestirà il Comune fino alla primavera 2012]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nove consiglieri hanno affossato la Giunta lanciando accuse di interessi privati e boicottaggi Tosi: «Io non sono in vendita»</em></p>
<p>Per appello nominale, partendo dal primo nome estratto a sorte, quello dell&#8217;ex assessore dissidente Alessandro Verzini, il Consiglio comunale di Illasi ha approvato la mozione di sfiducia al sindaco Giuseppe Vezzari. Hanno votato a favore i 5 dissidenti di maggioranza (con Verzini, l&#8217;ex vicesindaco Bruno Zambaldo, l&#8217;ex assessore Silvio Pagliarini e i consiglieri Davide Castello e Giacomo Colombari) e quattro consiglieri di minoranza (Renzo Castagna, Annamaria Castagnini, Paolo Tertulli e Renè Verza), assente, perché in viaggio di nozze, Michele Taioli. Ma i numeri (9 contro 7) c&#8217;erano per chiudere definitivamente, a due anni e cinque giorni dal suo insediamento, le porte del Consiglio comunale presieduto da Vezzari.<br />
Ora, a Consiglio decaduto, arriverà il commissario prefettizio per traghettare il Comune fino alle elezioni, a primavera 2012, con bilancio preventivo e consuntivo già approvati.<br />
La crisi aperta formalmente lo scorso maggio con l&#8217;assenza in Consiglio, alla votazione sul bilancio, di tre assessori e due consiglieri di maggioranza, a cui sono poi seguite la revoca delle deleghe e la nuova giunta, si chiude quindi nel modo atteso, e a questo punto anche sospirato, per i due mesi di tensioni e reciproche accuse.<br />
Che non sono mancate neanche nella stesura dell&#8217;ultimo atto: «Perché ci sono state tolte le deleghe e non si è proceduto invece, come era stato chiesto, a un azzeramento completo, condizione dalla quale ripartire con un nuovo dialogo e confronto?», ha chiesto Castello, denunciando la presunzione della maggioranza di governare solo in sette e di accusare i dissidenti di ritardare l&#8217;approvazione del Piano di assetto del territorio (Pat), quando in agenda ne era prevista l&#8217;adozione a fine maggio.<br />
Ma al di là dei personalismi denunciati da una parte e dall&#8217;altra («Assenza e incapacità» per l&#8217;assessore alla cultura Luisa Modena verso il suo predecessore Pagliarini, che le ha risposto di averla sempre avuta di traverso in ogni iniziativa), è stato proprio attorno al Pat che sono uscite le accuse più pesanti di interessi privati e boicottaggi. L&#8217;assessore Zeno Tosi: «Ho cominciato a diventare scomodo quando qualcuno ha capito che non sono in vendita. Io difendo gli interessi di agricoltori e imprenditori, ma non posso accettare di inserire in area edificabile una zona che non ne ha le caratteristiche, approfittare del ruolo per cercare di ottenere, modificare il regolamento dell&#8217;acquedotto per portare l&#8217;acqua in un&#8217;area dove non esiste alcuna concessione edilizia con il pretesto che serva per la lavorazione di frutta e derrate alimentari. Sarebbe stato comodo per certi contadini, perché in alcune zone l&#8217;acqua potabile costa meno dell&#8217;acqua dei pozzi, ma mi sono opposto, perché il rischio è che poi davvero manchi l&#8217;acqua».<br />
Più pesante l&#8217;accusa che ci sarebbe stata opera di convincimento su certi proprietari perché inserissero come edificabili i loro terreni e domande già predisposte e firmate dai tecnici pronte per il protocollo.<br />
Per ogni denuncia c&#8217;era ovviamente una spiegazione e con questo batti e ribatti il sindaco, che avrebbe potuto interrompere e chiudere la seduta a mezzanotte, ha lasciato procedere la discussione fino all&#8217;una e trenta. «Chiedo scusa a tutti perché siamo caduti a livelli davvero bassi», ha ammesso l&#8217;ex vicesindaco Zambaldo, «e non vedo l&#8217;ora di votare la sfiducia. Occorre accettare che a un certo punto del cammino alcune persone si stanchino quando si rendono conto che la loro parola non vale più nulla. Se avessi dovuto tutelare miei interessi, sarei rimasto al mio posto, invece rifiutando certe logiche siamo stati i primi a rimetterci, sostituiti in una settimana».</p>
<p>Fonte: L’Arena 03/07/2011</p>
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		<title>Ho lavorato per il bene di tutti, sconfitta politica</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jul 2011 12:01:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[03 Luglio 2011 - ILLASI È stato il Pat la linea di divisione della maggioranza]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È stato il Pat la linea di divisione della maggioranza e come ha sottolineato il capogruppo e vicesindaco Luca Rinaldi, «di fronte ai no a certe richieste, si è capito da che parte veniva il boicottaggio perché il piano non andasse in porto con assenze e continue discussioni». All&#8217;operato del sindaco e della maggioranza è arrivato a tempo quasi scaduto (il 29 giugno) il Pat consegnato dal professionista, l&#8217;architetto Bruno Dolcetta, che era stato scelto dal sindaco Giuseppe Trabucchi e mantenuto nell&#8217;incarico dal suo successore. Vezzari ha letto la mail di accompagnamento dove Dolcetta ha ribadito che «il bene comune è stato tutelato con equilibrio e misura. La redazione del Pat ha seguito procedimenti trasparenti e partecipati, con passaggi cruciali guidati dalla sua amministrazione e con l&#8217;intesa sostanziale con il gruppo di progettazione. La prego di voler esprimere a tutta la giunta i miei più sinceri ringraziamenti», ha concluso Dolcetta rivolgendosi al sindaco, «e un grazie particolare a lei non solo per la sostanza, ma anche per la forma con la quale abbiamo potuto stabilire i nostri rapporti professionali e personali». «Ecco come stanno le cose», ha esordito il sindaco Vezzari, «altro che travisamento delle regole e del ruolo proprio del sindaco, come mi si accusa. Noi abbiamo garantito che il progettista potesse lavorare al meglio per il bene di tutti. Abbiamo sempre rispettato le regole e operato per il vero interesse del Comune. Se avessimo voluto fare l&#8217;interesse nostro e mantenere il potere, sarebbe bastato accettare i compromessi che qualcuno pretendeva: ma non l&#8217;abbiamo fatto perché pensiamo che il rispetto degli elettori sia la cosa più importante, anche se questo vuol dire perdere la poltrona, ma per noi è più importante rispettare la fiducia dei cittadini», è stata la sua analisi. L&#8217;ultimo atto di giunta prima della sfiducia è stato proprio l&#8217;assunzione della condivisione del Pat: «È un atto formale ma sono orgoglioso di averlo fatto accogliendo legittime aspettative, ma alla luce del sole e nel rispetto delle norme. Concludo l&#8217;esperienza con una sconfitta politica, dopo aver ereditato una situazione squinternata, rimediata tornando nel patto di stabilità e risanando il bilancio. Cediamo per una divisione interna alla maggioranza che ha trovato la solidarietà delle minoranze unite attorno a un solo comandamento: scrivere la parola fine»</p>
<p>Fonte: L’Arena 03/07/2011</p>
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