Elezioni amministrative 2012

Il movimento politico Uniti per Illasi, in momento così difficile per il Nostro Comune, ritiene di intervenire con un proprio manifesto politico, aperto a tutti coloro che abbiano a cuore il Nostro Paese. Purtroppo da più anni, stiamo vivendo una situazione di profonda divisione, di diffidenza tra le persone, tra le associazioni e di disaffezione nei confronti della politica. Qualsiasi iniziativa si intraprenda è, nella migliore delle ipotesi, vista come volontà di appagamento personale del suo promotore.  E’ mai possibile che non si voglia dar seguito a un nuovo modo di amministrare, nuovo in tutto, di facce, di mentalità e di atteggiamento nei confronti delle persone, di visione della politica e del potere come servizio? E’ tempo di finirla con la politica programmata sul tavolo e gestita di nascosto, sotto il tavolo. Sembra strano o forse utopistico pensare che la politica come servizio è la piena consapevolezza della propria forza e della propria esperienza che deve trasformarsi in impegno nei confronti del prossimo, di trasparenza, di schiettezza, di verità: non c’è bisogno di fare delle promesse che si rivelerebbero forse irraggiungibili. I campanilismi sorti nel tempo vanno superati e devono essere superati, soprattutto in un momento storico dove solo lavorando per progetti comuni si riesce ad ottenere risultati che, molte volte, vanno oltre alla più rosee previsioni. Bisogna fare gruppo, fare squadra, essere uniti, Uniti per Illasi. Bisogna motivare quanti, nel volontariato, suppliscono a manchevolezze dell’amministrazione. Se leggete il libro di Giulio Tremonti – La Paura e la Speranza – a pagina 95 sta scritto “per una società che in futuro sarà relativamente sempre più vecchia e sempre meno ricca, il volontariato è l’unica speranza per produrre, con costi limitati ma con effetti di ritorno invece quasi illimitati, la massa crescente di servizi sociali di cui abbiamo (e avremo) sempre più bisogno, per quantità e per qualità. Servizi che lo Stato burocratico da solo non sarebbe capace di produrre o, comunque, di pagare, perché la macchina politica è già ora fin troppo grande e fin troppo costosa”.
I prossimi amministratori devono adoperarsi per una maggiore partecipazione della popolazione alla consapevolezza delle scelte che, per i più svariati motivi, devono essere effettuate: il politico, l’amministratore, mediante il voto ha ottenuto la delega ad amministrare, ma questa non deve trasformarsi in certezza che qualsiasi cosa egli faccia sia quella giusta. Confronto con le persone, con le altre amministrazioni,  la discussione – nel reciproco rispetto dei ruoli -  sono prerogative che ritengo siano fondanti per ognuno che partecipi all’amministrazione del Comune, come in ogni associazione o ente. Discussione, confronto e capacità di sintetizzare e trasformare le istanze in scelte che siano utili a tutta la comunità.
Un aneddoto: un tempo, sui filobus, c’era un cartello che invitava i passeggeri a “non parlare al conducente”. Ora, è come se quel cartello non esistesse più. Il filobus si è fermato, i passeggeri litigano fra loro e, per parte sua, il conducente discute con i passeggeri. NON C’E’ PROGETTO COMUNE SE NON C’E’ RISPETTO COMUNE, se non c’è unità d’intenti, se non c’è la perseveranza nel perseguirli, se non c’è autorevolezza in chi li propone. Da questo spunto ribadisco che per Illasi ci vuole una squadra unita, una squadra che lasci da parte i propri personalismi e protagonismi, una squadra che dovrà far digerire e far capire i sacrifici che si dovranno fare e infondere in loro l’orgoglio di far parte di una comunità viva e partecipe. Una comunità che non aiuta i propri figli è una comunità che non crede al proprio futuro e pertanto destinata a morire. Una Comunità che non aiuta i propri anziani è una comunità che rifiuta il proprio passato, che non vuole coltivare le proprie origini e con esse, il proprio territorio. Noi siamo qui, presenti e partecipi, aperti a coloro che credono in una nuova proposta politica, sempre insieme, uniti, Uniti per Illasi.

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