Sfiduciato Vezzari, si torna a votare

Nove consiglieri hanno affossato la Giunta lanciando accuse di interessi privati e boicottaggi Tosi: «Io non sono in vendita»

Per appello nominale, partendo dal primo nome estratto a sorte, quello dell’ex assessore dissidente Alessandro Verzini, il Consiglio comunale di Illasi ha approvato la mozione di sfiducia al sindaco Giuseppe Vezzari. Hanno votato a favore i 5 dissidenti di maggioranza (con Verzini, l’ex vicesindaco Bruno Zambaldo, l’ex assessore Silvio Pagliarini e i consiglieri Davide Castello e Giacomo Colombari) e quattro consiglieri di minoranza (Renzo Castagna, Annamaria Castagnini, Paolo Tertulli e Renè Verza), assente, perché in viaggio di nozze, Michele Taioli. Ma i numeri (9 contro 7) c’erano per chiudere definitivamente, a due anni e cinque giorni dal suo insediamento, le porte del Consiglio comunale presieduto da Vezzari.
Ora, a Consiglio decaduto, arriverà il commissario prefettizio per traghettare il Comune fino alle elezioni, a primavera 2012, con bilancio preventivo e consuntivo già approvati.
La crisi aperta formalmente lo scorso maggio con l’assenza in Consiglio, alla votazione sul bilancio, di tre assessori e due consiglieri di maggioranza, a cui sono poi seguite la revoca delle deleghe e la nuova giunta, si chiude quindi nel modo atteso, e a questo punto anche sospirato, per i due mesi di tensioni e reciproche accuse.
Che non sono mancate neanche nella stesura dell’ultimo atto: «Perché ci sono state tolte le deleghe e non si è proceduto invece, come era stato chiesto, a un azzeramento completo, condizione dalla quale ripartire con un nuovo dialogo e confronto?», ha chiesto Castello, denunciando la presunzione della maggioranza di governare solo in sette e di accusare i dissidenti di ritardare l’approvazione del Piano di assetto del territorio (Pat), quando in agenda ne era prevista l’adozione a fine maggio.
Ma al di là dei personalismi denunciati da una parte e dall’altra («Assenza e incapacità» per l’assessore alla cultura Luisa Modena verso il suo predecessore Pagliarini, che le ha risposto di averla sempre avuta di traverso in ogni iniziativa), è stato proprio attorno al Pat che sono uscite le accuse più pesanti di interessi privati e boicottaggi. L’assessore Zeno Tosi: «Ho cominciato a diventare scomodo quando qualcuno ha capito che non sono in vendita. Io difendo gli interessi di agricoltori e imprenditori, ma non posso accettare di inserire in area edificabile una zona che non ne ha le caratteristiche, approfittare del ruolo per cercare di ottenere, modificare il regolamento dell’acquedotto per portare l’acqua in un’area dove non esiste alcuna concessione edilizia con il pretesto che serva per la lavorazione di frutta e derrate alimentari. Sarebbe stato comodo per certi contadini, perché in alcune zone l’acqua potabile costa meno dell’acqua dei pozzi, ma mi sono opposto, perché il rischio è che poi davvero manchi l’acqua».
Più pesante l’accusa che ci sarebbe stata opera di convincimento su certi proprietari perché inserissero come edificabili i loro terreni e domande già predisposte e firmate dai tecnici pronte per il protocollo.
Per ogni denuncia c’era ovviamente una spiegazione e con questo batti e ribatti il sindaco, che avrebbe potuto interrompere e chiudere la seduta a mezzanotte, ha lasciato procedere la discussione fino all’una e trenta. «Chiedo scusa a tutti perché siamo caduti a livelli davvero bassi», ha ammesso l’ex vicesindaco Zambaldo, «e non vedo l’ora di votare la sfiducia. Occorre accettare che a un certo punto del cammino alcune persone si stanchino quando si rendono conto che la loro parola non vale più nulla. Se avessi dovuto tutelare miei interessi, sarei rimasto al mio posto, invece rifiutando certe logiche siamo stati i primi a rimetterci, sostituiti in una settimana».

Fonte: L’Arena 03/07/2011

Ho lavorato per il bene di tutti, sconfitta politica

È stato il Pat la linea di divisione della maggioranza e come ha sottolineato il capogruppo e vicesindaco Luca Rinaldi, «di fronte ai no a certe richieste, si è capito da che parte veniva il boicottaggio perché il piano non andasse in porto con assenze e continue discussioni». All’operato del sindaco e della maggioranza è arrivato a tempo quasi scaduto (il 29 giugno) il Pat consegnato dal professionista, l’architetto Bruno Dolcetta, che era stato scelto dal sindaco Giuseppe Trabucchi e mantenuto nell’incarico dal suo successore. Vezzari ha letto la mail di accompagnamento dove Dolcetta ha ribadito che «il bene comune è stato tutelato con equilibrio e misura. La redazione del Pat ha seguito procedimenti trasparenti e partecipati, con passaggi cruciali guidati dalla sua amministrazione e con l’intesa sostanziale con il gruppo di progettazione. La prego di voler esprimere a tutta la giunta i miei più sinceri ringraziamenti», ha concluso Dolcetta rivolgendosi al sindaco, «e un grazie particolare a lei non solo per la sostanza, ma anche per la forma con la quale abbiamo potuto stabilire i nostri rapporti professionali e personali». «Ecco come stanno le cose», ha esordito il sindaco Vezzari, «altro che travisamento delle regole e del ruolo proprio del sindaco, come mi si accusa. Noi abbiamo garantito che il progettista potesse lavorare al meglio per il bene di tutti. Abbiamo sempre rispettato le regole e operato per il vero interesse del Comune. Se avessimo voluto fare l’interesse nostro e mantenere il potere, sarebbe bastato accettare i compromessi che qualcuno pretendeva: ma non l’abbiamo fatto perché pensiamo che il rispetto degli elettori sia la cosa più importante, anche se questo vuol dire perdere la poltrona, ma per noi è più importante rispettare la fiducia dei cittadini», è stata la sua analisi. L’ultimo atto di giunta prima della sfiducia è stato proprio l’assunzione della condivisione del Pat: «È un atto formale ma sono orgoglioso di averlo fatto accogliendo legittime aspettative, ma alla luce del sole e nel rispetto delle norme. Concludo l’esperienza con una sconfitta politica, dopo aver ereditato una situazione squinternata, rimediata tornando nel patto di stabilità e risanando il bilancio. Cediamo per una divisione interna alla maggioranza che ha trovato la solidarietà delle minoranze unite attorno a un solo comandamento: scrivere la parola fine»

Fonte: L’Arena 03/07/2011

Non c’erano altri possibili scenari

Minoranze unite nella sfiducia, alla quale è stato determinante Renzo Castagna, sul quale nelle ultime ore si erano concentrati gli appelli per un ripensamento e per una geometria di giunta diversa: «Non c’erano altre scelte», ha commentato, «anzi sarebbe stato più onorevole che il sindaco si dimettesse subito senza arrivare all’atto finale, triste e imbarazzante, della sfiducia. Sia chiaro che il commissario arriva non per colpa mia, ma perché non c’è più la maggioranza», ha concluso. «Non c’è spazio per altri possibili scenari», ha riconosciuto Paolo Tertulli, capogruppo di «Illasi per passione», «ed è maturata una profonda sfiducia nel sindaco, a cui avevamo chiesto il ritiro delle deleghe all’assessore Paolo Fasoli, dopo la sua dabbenaggine di intervenire in Commissione edilizia per sostenere un privato». Allibito dagli interventi dei consiglieri dell’ex maggioranza Renè Verza ha rilevato gli estremi per indagini della magistratura: «Con che coraggio questi consiglieri si presenteranno agli elettori? L’amministrazione deve andare a casa, perché non ha colto i principi che regolano chi ha la responsabilità della cosa pubblica e mi auguro che il professionista abbia saputo tenere a freno certe richieste sul Pat che doveva essere ispirato al rispetto delle colline, dei broli, al recupero delle aree degradate e al divieto di costruzioni sparse». Annamaria Castagnini ha sottolineato che «chi sosteneva questa maggioranza perché credeva nella svolta, ora vede a che svolta siamo arrivati»

Fonte: L’Arena 03/07/2011

In Consiglio è tempo di resa dei conti

Il motivo dello scontro va cercato nella gestione del Pat, per i dissidenti «blindato e di colore leghista»

È convocato per domani alle 21 il Consiglio comunale con all’ordine del giorno, tra l’altro, la votazione sulla mozione di sfiducia al sindaco Giuseppe Vezzari firmata da 10 consiglieri. Le acque sono tutt’altro che tranquille. A mare sono stati calati tre siluri, cioè altrettanti ordini del giorno da mettere in votazione, anche questi sono sottoscritti da 10 consiglieri: cinque di minoranza e cinque che erano in maggioranza, tra i quali il vicesindaco e due assessori. Ma la compilazione dell’ordine del giorno del Consiglio di fatto li rende inutili, perché se passa la mozione di sfiducia, come annunciato dalle parti contrarie al proseguimento dell’esperienza amministrativa della giunta Vezzari (10 consiglieri contro 7) posta al punto numero 6, non potrà più essere fatta nessuna altra votazione sui residui punti all’ordine del giorno, per decadenza immediata del Consiglio comunale.
Nei tre ordini del giorno si invita in uno il sindaco a revocare agli architetti Gian Arnaldo Caleffi e Tiziano Perobelli l’incarico di istruttori delle pratiche edilizie con vincoli ambientali; nel secondo a individuare gli organismi ritenuti indispensabili permettendo così la proroga della commissione edilizia comunale e del comitato della biblioteca che sarebbero in scadenza il 30 giugno; nel terzo a recedere dalla convenzione con il Comune di Tregnago per la gestione del servizio di segreteria comunale. Vengono a galla intanto i motivi di dissenso esplicitati dai cinque consiglieri usciti dalla maggioranza: «Ci sono state tolte le deleghe», denunciano i consiglieri Davide Castello, Giacomo Colombari, Silvio Pagliarini, Alessandro Verzini e Bruno Zambaldo, «non per un’assenza simbolica al Consiglio chiamato ad approvare il bilancio di previsione, ma perché non eravamo disposti a sottoscrivere un Piano di assetto del territorio che la cerchia del sindaco aveva già venduto per approvato il 31 luglio dell’anno scorso. Ci era stato chiesto di sottoscriverlo senza neppure conoscere le conseguenze urbanistiche e demografiche nel tempo, né la commissione edilizia ha mai potuto vederlo anche solo per un parere tecnico, perché tutto doveva rimare blindato».
L’accusa che i cinque muovono al sindaco è di aver pianificato con lungimiranza una squadra che definiscono «verdastra», dal colore della Lega. E ne spiegano i passaggi: «La responsabilità dell’Ufficio tecnico era stata inizialmente affidata al segretario comunale Vincenzo Aramini, segretario anche a Tregnago dove amministrava il sindaco leghista Marco Pezzotti. Poi sono stati chiamati come esperti per i beni ambientali in commissione edilizia l’architetto Caleffi, che ha lo stesso incarico anche a Tregnago, e l’architetto Perobelli, progettista dell’abitazione dell’assessore Paolo Fasoli che è anche consigliere provinciale della Lega. Infine la delega all’urbanistica è finita nelle mani dello stesso Fasoli». «Ma c’è di più», rincarano i cinque, «perché questi due professionisti sono stati nominati istruttori delle pratiche edilizie con vincoli ambientali e con evidente conflitto di interesse dovrebbero, dopo aver fatto questo lavoro, portarlo in commissione edilizia, discuterlo e magari approvarlo».
È una serie di coincidenze a cui i cinque consiglieri dissidenti hanno deciso di dire basta. Denunciano l’apertura del sindaco a una diversa maggioranza: «È un insulto a noi che abbiamo deciso di dire basta con le ambiguità e ai cittadini che ci hanno dato fiducia. Chi ci ha votati vorrebbe proseguire l’amministrazione con i voti dei gruppi di minoranza? Si è mai domando il sindaco se sarebbe più dignitoso rassegnare le dimissioni?».
«Il sindaco ha smarrito la coerenza politica e la politica lo ha reso arrogante: pensa che andandosene si bloccherebbe tutto, in realtà le opere saranno iniziate comunque, perché il lavoro dell’assessore Verzini, nonostante egli sia bersaglio di continue calunnie, è stato portato avanti con trasparenza e fermezza», gli danno atto i suoi quattro colleghi.

Fonte: L’Arena 30/06/2011

Dieci sì alla mozione di sfiducia Vezzari è con le spalle al muro

La mozione di sfiducia protocollata in municipio con le firme in ordine alfabetico di dieci consiglieri mette l’amministrazione illasiana con le spalle al muro.
Ci sono i numeri per la sua approvazione (10 contro 7) e di conseguenza lo scioglimento del Consiglio comunale e l’arrivo del commissario prefettizio, come previsto dal Testo unico degli enti locali e dallo statuto comunale.
Hanno sottoscritto la mozione cinque consiglieri di maggioranza, tra i quali l’ex vicesindaco e due ex assessori (Davide Castello, Giacomo Colombari, Silvio Pagliarini, Alessandro Verzini e Bruno Zambaldo) e i cinque di minoranza: Annamaria Castagnini, Paolo Tertulli, Renè Verza (Illasi per Passione), Renzo Castagna e Michele Taioli (Uniti per Illasi).
Non prima di dieci giorni e non oltre il mese, che scadrà il 9 luglio, il sindaco è obbligato a convocare un Consiglio comunale per mettere in discussione e votazione la mozione. Nel testo della proposta di sfiducia si fa riferimento alla crisi politica della maggioranza, «che ha determinato uno stallo nelle principali linee di governo del paese; il ritiro delle deleghe agli assessori e degli incarichi ai consiglieri dissidenti» e alla «mancanza di risposte e spiegazioni da parte del sindaco alla crisi in corso, e tale mancanza non è che l’epilogo naturale di una condotta in atto dall’insediamento dell’amministrazione, che si è caratterizzata per travisamento delle regole fondamentali della vita amministrativa e del ruolo proprio del sindaco».
La conclusione è che «ogni prospettiva di prosecuzione dell’attività politico-amministrativa costruirebbe da un lato un sicuro vilipendio alle elettrici e agli elettori di Illasi, i soli che possono esprimere un nuovo indirizzo, e dall’altro non perseguirebbe il vero interesse pubblico generale». Su queste ragioni i dieci consiglieri firmatari chiedono di poter votare e contano di chiudere con questa maggioranza trasversale gli ultimi due anni amministrativi.
«Correva voce di dimissioni in blocco», commenta il sindaco Vezzari, «invece la mozione di sfiducia lascia ancora aperta una possibilità di dialogo e confronto. Su questa ipotesi ho incontrato i capigruppo di minoranza, perché il gruppo dei dissidenti di maggioranza ne era già al corrente e su queste opere avevano già espresso il loro consenso, illustrando il programma delle opere in ballo per il 2011, i finanziamenti e gli importi già stanziati. Prima di mandarmi a casa si valuti serenamente che cosa il paese perderebbe, perché fra un anno saremmo ancora qui con una nuova amministrazione che deve ancora partire e con le opere da fare. Certo c’è il rischio di sforare il patto di stabilità», ammette il sindaco, «ma non è una certezza perché basterebbe lo slittamento di un pagamento, o un’entrata straordinaria non prevista, perché tutto rientri. Fermarmi invece adesso», sentenzia Vezzari, «significa la certezza di bloccare tutto perché il commissario non si prenderebbe la responsabilità di un bilancio che non rispetti gli indirizzi di legge».
Nelle opere per il 2011 che possono essere avviate subito ci sono i lavori per la manutenzione esterna del municipio (infissi) per 120mila euro e la manutenzione straordinaria del tetto e degli intonaci esterni della caserma dei carabinieri (90mila euro). Questi partirebbero comunque perché già appaltati. Più impegnativi gli importi di 489mila euro per la realizzazione di parchi giochi; di 500mila per il secondo stralcio di lavori sul municipio (tetto ed esterni); asfaltatura di strade (300mila), impianto fotovoltaico di Samonte (800mila) e altri interventi per i quali è ipotizzabile la possibilità di sforare il patto.
La proposta del sindaco è chiara: «Sono anche disponibile a valutare la possibilità di rapporti diversi con i gruppi di minoranza perché la mozione è un atto di politica onesta nei confronti della collettività, ma anche opportunità per un’ulteriore possibilità che dilata i tempi di riflessione sul futuro: se se ne vuole parlare, sono disponibile, anche per uno scenario diverso di maggioranza», conclude il sindaco.

Fonte: L’Arena 12/06/2011

Di scena il rimpasto di Giunta In Consiglio sarà resa dei conti

Dopo lo scontro sul voto per il bilancio preventivo diventano assessori Luisa Modena, Silvano Sona e Luca Rinaldi, che sarà anche vicesindaco.

Il sindaco Giuseppe Vezzari ha proceduto alla nomina di tre nuovi assessori e del vicesindaco e alla convocazione di un Consiglio comunale per martedì alle 20,30 nel quale, come unico punto all’ordine del giorno, verrà data comunicazione ufficiale dei decreti di delega e si aprirà la discussione.
Il Consiglio sarà anche l’occasione per un confronto, che finora si è svolto solo a porte chiuse, fra i componenti del gruppo di maggioranza.
Tutto era partito dall’ultimo consiglio comunale del 5 maggio, durante il quale l’assenza del vicesindaco Bruno Zambaldo, degli assessori Silvio Pagliarini e Alessandro Verzini, e dei consiglieri di maggioranza Davide Castello e Giacomo Colombari aveva messo a rischio l’approvazione del bilancio preventivo 2011 per mancanza del numero legale, salvata dalla decisione dei consiglieri di minoranza di non abbandonare l’aula, pur votando contro il provvedimento.
A quel gesto il sindaco aveva risposto la settimana scorsa con la revoca degli incarichi al vicesindaco e ai due assessori, dimezzando la giunta in carica dalle elezioni del 2009. Il nuovo decreto nomina assessori Luisa Modena, Luca Rinaldi e Silvano Sona, che si aggiungono a quelli rimasti: Selene Bonamini (assessore esterno), Paolo Fasoli e Zeno Tosi. A Luca Rinaldi, capogruppo di maggioranza che avrà pure la carica di vicesindaco, sono affidati bilancio, patrimonio, fiscalità locale; a Luisa Modena beni culturali e ambientali, istruzione scolastica, rapporti con le associazioni e attività culturali; a Silvano Sona urbanistica e sport, pianificazione urbanistica, attività sportive. Con un altro decreto il sindaco ha affidato al consigliere Mariano Lievore l’incarico di collaborazione operativa nell’ambito di commercio, ecologia e gestione rifiuti.
All’assessore Fasoli, a cui prima erano affidate solo le deleghe per territorio, ambiente e sicurezza, si aggiungono gli incarichi per infrastrutture e lavori pubblici (risorse idriche, opere pubbliche, viabilità, gestione rifiuti, inquinamento, energia, opere di urbanizzazione di edilizia privata). Restano invariati gli incarichi a Tosi e Bonamini, rimangono nelle competenze del sindaco altre deleghe, alcune delle quali erano affidate agli assessori rimossi, cioè l’organizzazione degli uffici del personale, l’informatizzazione, il reperimento delle risorse finanziarie, tutela della salute, servizi sociali, mercato del lavoro e politiche familiari. Il sindaco Vezzari conferma: «I provvedimenti sono un atto dovuto in seguito alla grave assenza degli assessori alla votazione di Consiglio comunale per l’approvazione del bilancio preventivo. Negli incontri che ci sono stati successivamente non ho sentito chiarimenti se non un generico parlare di malessere, ma al di là di questo nessuno dei cinque consiglieri ha detto che cosa avrei dovuto fare per eliminare questo malessere. Io un’idea ce l’ho e mi pare che certi malumori nascono da visioni diverse in ambito di scelte urbanistiche. Il Pat che era già sostanzialmente pronto, anche perché non abbiamo cambiato l’architetto che era stato incaricato dall’amministrazione precedente, è in realtà fermo da un anno dopo che, fin dal novembre 2009, si erano conclusi gli incontri con i cittadini e i rappresentanti di categoria su eventuali modifiche da portare». Sarà allora nel Consiglio della settimana prossima che usciranno palesemente i problemi, come hanno promesso di fare i cinque consiglieri dissenzienti della maggioranza e dove si creeranno le condizioni per capire se questa amministrazione potrà ancora portare a termine il mandato, che avrebbe la sua scadenza naturale nel 2014.

Fonte: L’Arena 28/05/2011

Crisi politica, verso un chiarimento pubblico

Si allungano ancora di una settimana i tempi di cura o di agonia della crisi scoppiata all’interno dell’amministrazione comunale, con la mancata presenza di cinque consiglieri di maggioranza alla votazione sul bilancio preventivo (Davide Castello, Giacomo Colombari, Silvio Pagliarini, Alessandro Verzini e Bruno Zambaldo) e il successivo ritiro delle deleghe a tre di loro che erano assessori (Pagliarini e Verzini) e anche vicesindaco (Zambaldo).
L’incontro di martedì sera del gruppo di maggioranza a porte chiuse ha portato a un confronto franco e a una decisione condivisa: prendersi ancora una settimana di tempo prima di qualsiasi decisione. La proposta era partita da un consigliere fedele al sindaco, Giuseppe Vezzari, ed è stata accolta da tutti. Il capogruppo Luca Rinaldi definisce «interlocutori» i prossimi giorni, «perché non sarebbe giusto spegnere ogni speranza, pur riconoscendo che obiettivamente ci sono mille difficoltà. L’obiettivo è di rivedersi e fare passi concreti gli uni verso gli altri».
Quali passi «è stato definito a grandi linee, non nello specifico», risponde Rinaldi, «quindi la cosa potrebbe essere fattibile anche se molto difficoltosa, però è utile per non lasciare nulla di intentato». Il sindaco ha apprezzato e accolto la proposta di cercare il margine residuo per ricucire lo strappo e resta dell’idea che «il chiarimento è obbligatorio e sarà pubblico in un Consiglio comunale che convocherò appena ci saranno le condizioni per farlo». L’ex vicesindaco Bruno Zambaldo conferma che «l’incontro è stato tranquillo e ci siamo detti tutto quanto c’era da dirsi. Ci sta bene la settimana di riflessione per vedere di ricompattare il gruppo», aggiunge.
Stanno alla finestra i due gruppi di minoranza (Illasi per Passione e Uniti per Illasi) che votando contro, ma non facendo mancare il numero legale nel consiglio del 5 maggio hanno permesso l’approvazione del bilancio. «Lo abbiamo fatto per senso di responsabilità ma da allora in poi non ci sarà più alcun sostegno a una maggioranza che non c’è», avverte Renè Verza (Illasi per Passione), «che in due anni di amministrazione non ha fatto nulla, cavalcando il problema giudiziario dell’ex sindaco Trabucchi per vincere e denunciando un Comune sull’orlo di un fallimento finanziario che invece non c’era. Chiediamo che non vengano fatti accordi sottobanco e, se il sindaco non ha i numeri per amministrare, non trascini per le lunghe questa crisi».
Renzo Castagna e Michele Taioli di Uniti per Illasi e Marco Viviani, presidente del gruppo politico che ha sostenuto la loro candidatura, ricordano di aver denunciato già in campagna elettorale la fragilità della coalizione che portò Vezzari alla vittoria, «sebbene il futuro sindaco usasse toni rassicuranti garantendo il fondamento su solide basi politiche. Purtroppo il paese ha un’altra volta un’immagine che non si merita.
Riteniamo necessario un confronto tra maggioranza e minoranza, per verificare la possibilità che questa amministrazione continui o soccomba definitivamente. Per il bene del nostro paese siamo ben consapevoli del ruolo che la popolazione di Illasi ci ha dato dopo il voto», concludono.

Fonte: L’Arena 19/05/2011

Il sindaco revoca le deleghe al vice e a due assessori

Si allarga la crisi scoppiata nell’amministrazione del Comune di Illasi con l’assenza del vicesindaco, due assessori e due consiglieri di maggioranza dal Consiglio chiamato ad approvare il bilancio preventivo.
Due settimane dopo il gesto di sfida, arriva il «castigo»: il sindaco Giuseppe Vezzari ha firmato la revoca delle deleghe per il vicesindaco e assessore Bruno Zambaldo e per gli assessori Silvio Pagliarini e Alessandro Verzini.
Nessuno provvedimento scritto è stato preso per Giacomo Colombari che non aveva deleghe di assessore, ma seguiva da consigliere il settore dell’agricoltura e della formazione professionale.
Un caso a parte rappresenta il quinto consigliere, Davide Castello, che è anche assessore all’Unione dei Comuni di Verona Est di cui lo stesso Vezzari è però anche presidente. Entrambi sono a scadenza (dal prossimo agosto), ma Vezzari sembra intenzionato a considerare chiuso il rapporto fiduciario anche nella struttura dell’Unione con il suo assessore.
Nelle revoca delle deleghe si legge che «Hanno assunto nei confronti del sindaco posizioni di contestazione e di rottura che hanno determinato la cessazione di un corretto rapporto di collaborazione e di fiducia per contrasti politico-ammnistrativi».
A voce il sindaco Vezzari aggiunge che farà quanto è in suo potere perché il dibattito per chiarire le ragioni di questo crollo della fiducia sia il più possibile pubblico».
Nel frattempo è in programma un incontro a porte chiuse dell’intero gruppo di maggioranza, da cui dovrebbe uscire la linea che i cinque vorranno tenere per il futuro e che spiegheranno poi pubblicamente.
«È un passo doloroso ma inevitabile», commenta il sindaco tornando sulla revoca, «sul quale ho riflettuto molto e ho preso la decisione per non essere ostaggio di un gruppo minoritario all’interno della mia stessa amministrazione».
«È sicuro», prosegue il sindaco, «che non farò l’utile idiota: riconosco i miei limiti ma so anche quando è il momento di prendere decisioni importanti per il bene del paese», conclude.

Fonte: L’Arena 18/05/2011

Crisi in maggioranza La rottura sul bilancio

Cinque posti vuoti nelle file della maggioranza in Consiglio comunale, tre dei quali di altrettanti assessori, hanno portato alla luce un malessere che covava da mesi e aperto una crisi di cui è ancora prematuro prevedere l’esito ma che certo non sarà indolore per il paese, comunque si risolva. Era in discussione il bilancio preventivo e il programma delle opere pubbliche, il Consiglio più importante dell’anno, e si sono fatte notare le assenze del vicesindaco e assessore al sociale Bruno Zambaldo, degli assessori Silvio Pagliarini (beni ambientali, cultura e sport) e Alessandro Verzini (infrastrutture, lavori pubblici ed ecologia) nonché dei consiglieri Davide Castello (assessore all’Unione Comuni Est Veronese) e Giacomo Colombari incaricato per l’agricoltura e la formazione professionale. Del resto il sindaco Giuseppe Vezzari non si è nascosto dietro un dito, riconoscendo che se i cinque consiglieri delle due minoranze presenti (Illasi per Passione e Uniti per Illasi) avessero lasciato l’aula, sarebbe mancato il numero legale. «Il bilancio è di fatto già predisposto dal punto di visto tecnico e potrà approvarlo anche il commissario prefettizio, come è stato già stato approvato in giunta anche dagli assessori assenti. Vi chiedo di ratificarlo per non bloccare l’attività dell’ente», è stato l’appello del sindaco.
Alla precisa richiesta di Paolo Tertulli, capogruppo di Illasi per Passione, di sapere quanto la scelta di questa approvazione sia condivisa all’interno della maggioranza, il sindaco ha ammesso che «ci sono dissapori evidenti legati a una visione di strategie in merito alle priorità delle azioni da intraprendere. Ho chiesto di rinviare dopo l’approvazione del bilancio ogni decisione, ma la mia proposta non è stata recepita con responsabilità», ha ammesso il sindaco.
Così con il puntello delle minoranze, che su alcune delibere si sono astenute, su altre hanno votato favorevoli e sul bilancio contrarie, ma sono rimaste in aula, lo strumento è stato approvato diventando immediatamente esecutivo.
Sui motivi di contrasto, per la verità, non si è capito molto perché nessuno ha voluto parlarne chiaramente, nonostante le insistenze delle minoranze: «Non sono motivi legati al bilancio», ha precisato Zeno Tosi. «È un momento critico che speriamo di ricomporre», ha auspicato Silvano Sona e il capogruppo di maggioranza Luca Rinaldi ha riconosciuto che «l’assenza non è casuale ma nata da una discussione. L’auspicio è che la crisi sia momentaneo», ha concluso sottolineando la correttezza delle minoranze, ringraziate anche dal sindaco per il loro senso di responsabilità, «diversamente da quanto fatto dagli assenti sotto questo punto di vista».
«Desidero chiarezza anch’io», sono state le ultime parole del sindaco Vezzari sulla questione, «e visto che il gesto di assentarsi è stato pubblico, chiedo che anche la spiegazione delle ragioni avvenga alla luce del sole. Per il resto mi considero, come sono, un sindaco a scadenza».
Sul versante degli assenti per il momento le bocche restano cucite: «Daremo sicuramente ragione del nostro comportamento», anticipa il vicesindaco Zambaldo, «e sarà un’esposizione condivisa fra tutti noi cinque e mi auguro anche con qualcun altro della maggioranza che apprezza il nostro pensiero». I margini di ricomposizione sembrano molto deboli: il gruppo di maggioranza L’Intesa è nato unendo l’esperienza della civica «Incontro – Gente per la gente» con l’aggregazione della Lega nord e della civica «Insieme per Illasi», che fa riferimento al Pdl.

Fonte: L’Arena 07/05/2011

La Giunta si azzera gli stipendi e chiede aiuto ai cittadini

ILLASI. Sindaco e assessori rinunciano totalmente alle indennità per far fronte alle difficoltà del bilancio preventivo. C’è una riduzione di entrate di 500-600mila euro Vezzari: «Sono diminuite le spese ma non basta dovremo anche aumentare le tariffe dei servizi»

Illasi. La coperta è corta e i primi a mettere i piedi al freddo sono gli amministratori. Fuori di metafora significa che non ci sono soldi sufficienti per garantire l’equilibrio di bilancio per il 2010: mancano 500-600 mila euro di entrate correnti e pertanto sindaco e assessori hanno deciso di rinunciare totalmente all’indennità di funzione a cui avrebbero diritto per legge.
Ma non basterà. Per questo l’appello del sindaco Giuseppe Vezzari è rivolto a tutti i cittadini per un contributo che non costa nulla, se non la fatica di una firma sulla propria denuncia dei redditi, indicando nella casella della scelta per la destinazione del cinque per mille dell’Irpef il codice del Comune (00233530237) che destinerà la somma ricevuta alle attività sociali.
Ma è probabile che anche questo non basti e occorra prepararsi ai tempi duri dell’aumento delle tariffe per raccolta e smaltimento dei rifiuti, per uso degli impianti sportivi, per ogni altro servizio erogato a domanda individuale, come ad esempio trasporto e mense scolastiche.
«Abbiamo cercato di risparmiare dove è stato possibile», riferisce il sindaco, «tagliando i costi del consumo energetico, riducendo le ore di riscaldamento degli edifici comunali e riducendo di un’ora l’illuminazione pubblica, arrivando a risparmiare sulla bolletta fino al 10 per cento».
Ma come si è arrivati a questa situazione? Il sindaco lo spiega ricorrendo a ciò che capita in una normale famiglia: «Quando da un solo stipendio si passa a due, cresce il reddito familiare e si migliora il tenore di vita: auto nuova, viaggi, gioielli e ci si permette di accendere qualche mutuo, con la convinzione che uno stipendio servirà per vivere e l’altro per pagare le rate di qualche sfizio».
I guai cominciano quando si torna a un solo stipendio, ma restano le spese e le rate: «Prima si pagano i debiti e poi si cerca di ridurre quantità e qualità dei consumi quotidiani. È la situazione in cui ci troviamo», denuncia il prima cittadino, «perché la giunta dell’ex sindaco Giuseppe Trabucchi aveva potuto godere di entrate straordinarie, derivate dal recupero dell’evasione Ici e da trasferimenti del Covigas, utilizzando questa manna occasionale per servizi comunali sacrosanti, ma senza tener conto che le entrate saltuarie sarebbe finite, appunto perché occasionali».
Lo sforamento del patto di stabilità, a cui l’amministrazione Trabucchi era incorsa, è un’ulteriore aggravante della situazione: «Siamo per questo motivo vincolati a non superare il livello delle spese correnti del 2007, cioè tutto quanto rientra nelle retribuzioni al personale dipendente, acquisto di beni di consumo e materie prime, pagamento di prestazioni di servizio, interessi passivi su prestiti, contributi e trasferimenti, imposte e tasse. Per questo sforamento avremo inoltre trasferimenti ridotti del 5 per cento dallo Stato. Sono molto in difficoltà ad affrontare i responsabili delle associazioni», confessa il sindaco che li ha convocati in municipio per una riunione riservata e tecnica, «perché ho fatto una campagna elettorale dove ho promesso di dare loro maggior spazio e visibilità e mi trovo invece nella condizione di dover ridurre i contributi».
La metà degli stipendi cancellati agli amministratori servirà a mantenere i 70-80 mila euro destinati alle associazioni, gli stessi contributi che hanno ricevuto l’anno scorso.
Il miglioramento dei servizi operato dall’amministrazione Trabucchi era stato legato alla creazione di uno staff del sindaco «organismo utilissimo ma costoso», sottolinea Vezzari, ai mutui accesi per il restauro dell’ex oratorio San Rocco, alla convenzione per la biblioteca comunale, a cui si è supplito con l’utilizzo di lavoratori impiegati in lavori socialmente utili. Insomma i soldi non sono stati buttati, ma non si è tenuto conto che per mantenere lo stesso livello sarebbero servite le stesse entrate per sempre, cosa che invece non è accaduta.

Fonte: L’Arena 21/04/2010